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Sponsorizzazioni abbinate al calcio, sono necessarie norme più chiare

Sponsor calcio Qatar Airways

Il mondo del calcio e dell’economia circostante sta cambiando a vista d’occhio. Una volta c’era il mecenatismo, oggi ci sono fondi e sponsorizzazione milionarie che spesso si fondono. Tuttavia, dietro a queste operazioni finanziarie c’è un’ombra che preoccupa molti proprietari di club europei: le proprietà occulte sui cui non esiste alcun tipo di controllo a cura della UEFA.

L’esempio del PSG, sotto il controllo della Qatar Investment Authority e con Qatar Airways come principale sponsor, è solo uno dei tanti casi. La Premier League ha già provato a controllare le cose, emanando stringenti norme dopo l’acquisizione del Newcastle a cura del nazionale fondo saudita PIF.

Ma i malumori persistono, soprattutto quando si parla del City Group, proprietario di un vero e proprio impero calcistico che spazia dall’Inghilterra all’Italia e che è stato oggetto di diverse indagini.

E poi c’è il settore del betting, che divide più di ogni altro. Il legame tra calcio e scommesse ha creato un mondo a cui sembra impossibile porre fine, ma che allo stesso tempo rappresenta un pericolo per la trasparenza e l’etica dello sport.

Per questo servono norme più rigorose e chiare, per salvaguardare la credibilità del calcio europeo, oltre garantire che il denaro e le sponsorizzazioni non diventino la copertura per manovre discutibili e sospette.

Strategie di Marketing nel Calcio: Andare oltre il divieto di sponsorizzazioni

Molte internazionali associazioni, da tempo spingono per rendere illegali le sponsorizzazioni delle scommesse online nel mondo del calcio. L’Italia ha già fatto la sua parte nel 2018 diventando il primo paese europeo a vietare questa attività, bloccando ogni accordo di sponsorizzazione tra compagnie di scommesse e club calcistici. 

La Spagna ha seguito l’esempio nel 2020, impedendo alle società Liga e Segunda División di avere società di scommesse come sponsor dal 2021, il che ha causato uno scompiglio tra gli sportivi e una perdita stimata in 90 milioni di euro. 

Sette squadre di calcio del campionato spagnolo (Liga), all’istante della decisione da parte del governo, avevano già preso precisi con aziende di scommesse (Alavés, Siviglia, Betis, Levante, Valencia, Cadice e Granada), mentre nella seconda divisione vi erano Leganés e Girona.

Tuttavia, né la legge italiana, né quella spagnola hanno considerato gli accordi di partnership che vanno oltre la sponsorizzazione.

Ad esempio, la AS Roma, ha siglato un accordo di infotainment con Starcasinò. Questo accordo offre, sui canali del club, la visibilità di Starcasinò e all’interno dello Stadio Olimpico, oltre che produrre contenuti esclusivi sulla Roma, come interviste ai calciatori e concorsi dedicati ai tifosi. 

In questo modo la società può sfruttare le partnership in modo diverso, con l’opportunità di creare un’esperienza coinvolgente e unica per i tifosi che cercano contenuti di intrattenimento relativi alla squadra del cuore.

La partnership tra Inter e LeoVegas segue la stessa strategia creativa: puntare su siti di scommesse come partner di infotainment. Tanto è stato il successo raggiunto che quest’anno LeoVegas .News è diventata l’Official Training Kit Front Partner della squadra. 

Un accordo che, con scadenza prevista nel 2024/2025, prevede il posizionamento del brand di LeoVegas. News sia all’interno del tunnel dello stadio milanese (San Siro), oltre che ai bordi del campo ad Appiano Gentile (Suning Training Centre).

La Spagna non è stata poi da meno: nonostante le leggi recenti. Infatti, il Barcellona ha stretto un accordo con 1Xbet e il Real Madrid con Codere e Kok Sports…nessun problema normativo per queste società di calcio.

E anche a livello europeo, la Uefa non ha stabilito regole contro queste partnership. Dunque, queste aziende possono tranquillamente sponsorizzare eventi sportivi internazionali e partecipare alle attività di marketing e comunicazione della confederazione calcistica europea.

Le criptovalute per scommettere online

Ma veniamo al nocciolo della questione: le criptovalute. Qui la regolamentazione è ancora molto debole. Ciononostante, anche in questo caso le partnership tra club di calcio e aziende che operano nel settore sono già attive. La questione è ancora aperta e vedremo cosa riserverà il futuro a riguardo.

Il panorama delle criptovalute presenta una situazione particolare. Non esistono ancora normative a livello nazionale o europeo che vietino le sponsorizzazioni di club di calcio, rendendo questo settore uno dei più attraenti per le aziende. Gli investimenti ingenti fatti in cambio della visibilità offerta dal calcio sono l’ultima tendenza in questo mondo. 

In Spagna, le criptovalute sono state invocate per colmare il vuoto lasciato dalle sponsorizzazioni vietate ai marchi del gioco d’azzardo, dimostrando la loro flessibilità.

Ciò nonostante, anche questo mondo presenta dei rischi. In Italia, il main sponsor di Roma e Inter, Digitalbits, ha sciolto il suo accordo per mancati pagamenti. Un caso simile è avvenuto in Spagna, dove la Federazione ha cancellato il contratto con Huobi dopo aver scoperto che era nella lista nera del CNMV.

Tutti questi inconvenienti hanno evidenziato l’urgente necessità di una regolamentazione specifica per questo settore. Una chiara e condivisa normativa potrebbe risolvere molte questioni, ma al momento, non pare esserci volontà da parte delle federazioni calcistiche o della UEFA. 

Il vuoto normativo rende tutto incerto e, come sempre, tutti gli aspetti negativi portano alla superficie.

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