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Nuova riforma sui casinò online: a che punto siamo

Nuova riforma sui casinò online

Il Decreto Riordino del 2024 ha definito i nuovi termini per le concessioni online e adesso siamo proprio sul punto operativo. I prezzi delle licenze sono cambiati, e non di poco, ma quanti sono gli operatori che saranno presenti sul mercato italiano? Vediamo nel dettaglio cosa è cambiato e quali sono le prossime tappe.

In questo momento, la nuova stagione del gioco online è ufficialmente iniziata, si sta già migrando verso le nuove concessioni. Per gli operatori è un periodo di transizione, ma al più presto tutto sarà operativo. Ricordiamo che l’Italia ha deciso di regolamentare al meglio i casinò online, come Golden Panda, proprio per ottenere delle entrate maggiori e anche per offrire ai giocatori la sicurezza e la trasparenza necessari per giocare con serenità. Tra bonus e giri gratis, c’era proprio la necessità di regolamentare al meglio il settore. Grazie a questa manovra, l’Italia è diventata molto competitiva sul mercato europeo, con molti casinò online che hanno fatto richiesta per ottenere la licenza, che ad oggi è piuttosto onerosa.

Il quadro normativo: dal D.Lgs. 41/2024 ai regolamenti del 2025

La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, che ha avviato il riordino a partire dai giochi a distanza. Definisce le tipologie di gioco, il sistema concessorio e le condizioni minime dei contratti dei conti di gioco. Il decreto è in vigore dal 4 aprile 2024.

Due tasselli attuativi importanti sono arrivati nel 2025 con i regolamenti del MEF:

  • Regolamento sulle penali convenzionali (D.M. 18 marzo 2025, n. 57): stabilisce come si accertano e irrogano le penali ai concessionari inadempienti, con criteri di proporzionalità e gradualità.
  • Regolamento su revoca/decadenza (D.M. 2 aprile 2025, n. 70): disciplina le cause, i termini e l’indennizzo in caso di revoca per motivi di interesse pubblico.

Il decreto 41/2024 ha impostato il nuovo impianto ma non ha cambiato nell’immediato il quadro fiscale, ha rinviato gli eventuali interventi alle norme successive.

Chi ha vinto il bando e quanto costa una concessione

La gara europea per le nuove concessioni online è stata pubblicata a fine 2024. Il decreto ha fissato un corrispettivo una tantum di 7 milioni di euro per concessione, con pagamento scaglionato tra l’aggiudicazione e l’avvio del servizio. La durata massima è di 9 anni.

Al 17 settembre 2025, la gara risulta aggiudicata. 46 operatori ammessi con 52 concessioni in totale, in linea con la comunicazione ADM che quantifica il gettito della sola aggiudicazione in 364 milioni di euro (52 × 7 milioni).

Per garantire continuità tra le vecchie e le nuove licenze, l’ADM ha previsto una proroga tecnica che ha mantenuto attiva la raccolta fino al 17 settembre 2025. L’Agenzia ha anche pubblicato l’elenco dei concessionari che non hanno aderito alla proroga, con conseguente stop della raccolta dalla data successiva.

Conti di gioco, migrazioni e tutele

Se hai un conto attivo, la regola è ovviamente la continuità operativa. La fase di transizione punta a evitare i disservizi mentre gli operatori migrano ai nuovi contratti di concessione. Le comunicazioni pubbliche hanno chiarito i passaggi tecnici per garantire che il passaggio non penalizzi i giocatori:

  • Chiusura delle concessioni in proroga,
  • Migrazione dei conti,
  • Nuovi assetti societari.

Per quanto riguarda le tutele, resta fondamentale il Registro Unico delle Autoesclusioni (RUA), la piattaforma nazionale, gestita con lo SPID, che consente di autoescludersi dal gioco online per 30, 60, 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto immediato su tutti i concessionari autorizzati. È uno strumento semplice e già operativo.

Oltre a questo, l’ADM ha anche aggiornato le FAQ di gara e quelle operative, sono stati pubblicati i chiarimenti sui requisiti, sui limiti e sulle modalità della procedura.

I numeri del mercato: ecco cosa sappiamo per ora

L’ultimo dato ufficiale disponibile è il Libro Blu ADM 2023 che ci dice che:

  • la raccolta online del 2023 è stata pari a 82,544 miliardi di euro, in crescita del 12,9% rispetto all’anno precedente;
  • nel complesso, il 2023 ha chiarito che il settore è in crescita rispetto al 2022, sia per quanto riguarda la raccolta ,sia le vincite e anche il gettito.

Cosa sappiamo del 2024 e del 2025? Il MEF ha comunicato in Parlamento che i dati 2023-2024 sono disponibili e che il primo rapporto ufficiale annuale (previsto dall’art. 23 del D.Lgs. 41/2024) arriverà entro la fine del 2025.

Quali sono i prossimi step in programma

Facciamo una breve check list dei passaggi che arriveranno a breve:

  • Migrazione completa ai nuovi contratti di concessione: gli operatori aggiudicatari devono allineare i sistemi e i domini, inoltre devono rispettare i tempi e i requisiti contrattuali. L’ADM ha fissato delle penali e delle procedure in caso di inadempienza.
  • Monitoraggio e trasparenza: si attende il rapporto MEF con i dati aggiornati per il 2024-2025, come richiesto dall’art. 23 del decreto.
  • Eventuali interventi fiscali: il decreto quadro non ha modificato subito i prelievi. Le eventuali novità passeranno da leggi o regolamenti successivi.
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