Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica - probabilità di vincita
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Gioco d’azzardo e Riordino: Importante non emarginare il settore del gioco tradizionale terrestre

Patologie dell'Eurispes

A Roma si è appena conclusa la tavola rotonda organizzata dall’Osservatorio permanente su Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes, dedicata al tema “Il riordino del gioco pubblico e il ruolo dell’offerta territoriale in Italia”. L’evento ha offerto l’opportunità di fare il punto sulla situazione del settore del gioco d’azzardo, soprattutto alla luce delle prossime riforme da parte del Governo italiano.

Le tematiche trattate sono state molte, ma una particolare è emersa con forza: la necessità di non trascurare il gioco d’azzardo terrestre a favore a quello offerto dai casinò online, ma invece di prestare attenzione agli interventi urgenti che sono necessari per questo segmento.

Parliamo di una realtà composta da più di 48.950 imprese generaliste, su cui gravano differenti normative rispetto ai 4.550 punti vendita specializzati e ai circa 35.000 esercizi di monopolio come le tabaccherie. 

Solo i punti vendita specializzati, dotati di licenza di pubblica sicurezza, hanno la possibilità di offrire giochi tramite sia gli AWP che le più avanzate Slot VLT, mentre per le altre realtà è prevista la sola installazione degli AWP.

È evidente, quindi, l’urgenza di dedicare maggiori attenzioni e risorse al settore del gioco fisico, per garantire la sua crescita e il suo sviluppo sostenibile nel territorio italiano.

Il comparto del gioco d’azzardo si dimostra sempre più attivo nonostante la pandemia e il lockdown che si è vissuto negli ultimi tempi, che ha messo in crisi molti settori. Nel solo 2022, l’industria ha raccolto 62,9 miliardi di euro, spendendone 16,4 miliardi. 

Pur non essendo allineati ai dati pre-pandemia, questi numeri dimostrano la buona salute del comparto. Tuttavia, l’impossibilità di giocare fisicamente ha portato molte persone a spostarsi nel settore online, causando non pochi problemi ai gestori dei luoghi fisici.

Nel corso di una tavola rotonda tenutasi a Roma, si è discusso di come sia necessario superare il modello federalista, che ha dato autonomia alle regioni in materia di gioco d’azzardo senza una regolamentazione univoca. 

Tale modello ha creato confusione tra gli operatori del settore, causando un danno economico importante. È necessario, dunque, razionalizzare il comparto del gioco d’azzardo, regolamentando e non discriminando il gioco fisico.

L’industria del gioco d’azzardo in Italia e nel mondo

Il mondo dei giochi d’azzardo offre sempre nuove novità e tecnologie all’avanguardia e, con esso, le regole che lo governano. Tuttavia, alcune decisioni prese dalle istituzioni hanno sollevato non poche critiche, come ad esempio la limitazione oraria e la creazione del famigerato “distanziometro” per i luoghi sensibili. 

Ma questi provvedimenti non hanno fatto altro che favorire l’online gaming, dove gli spazi e i tempi non conoscono limiti, creando paradossalmente una disparità tra le due realtà.

Mentre i casinò fisici devono rispettare precise distanze da scuole e altre attività, nulla impedisce a chi si trova all’interno di questi punti di effettuare una connessione online e giocare dall’altra parte del mondo. Questo ha portato alla necessità di evitare la marginalizzazione dell’offerta pubblica e di non indebolire il gioco legale, che rappresenta un importante alleato delle istituzioni nella lotta contro il gioco d’azzardo illegale. L’Eurispes auspica quindi un tavolo di discussione per individuare soluzioni efficaci e proporzionate per regolare questo settore in continua espansione.

Si evidenzia come la situazione attuale riguardante il disturbo da gioco d’azzardo richieda una maggiore consapevolezza sulla necessità di potenziare l’offerta sociosanitaria e di implementare iniziative di prevenzione finalizzate alla sensibilizzazione dei giovani sui rischi connessi. Non basta, infatti, la situazione attuale a risolvere un problema così complesso.

Inoltre, è di fondamentale importanza valorizzare il ruolo degli esercenti, i quali devono ricevere un’adeguata formazione specialistica continua, obbligatoria e certificata. Solo così potranno diventare il baluardo contro le patologie legate al gioco problematico, riconoscendone i sintomi e intervenendo prontamente per frenarne le manifestazioni.

In sostanza, è necessario creare un tavolo di discussione in cui gli esercenti possano contribuire in modo attivo al processo di crescita del settore, preservando le peculiarità che l’hanno reso un punto fermo dell’economia italiana.

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