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Concessioni Per Il Gioco Online: Nuovo Bando, Chi Sono i Probabili Vincitori?

Concessioni Per Il Gioco Online

Dopo aver completato la raffinazione del decreto di riorganizzazione del gioco d’azzardo online del Governo Meloni, è giunto il momento di lanciare il bando per le autorizzazioni di gioco, che deve avvenire entro la fine dell’anno.

Secondo gli ultimi dati degli analisti, si prevede che circa 30 gruppi operanti nel settore dei casinò online e delle scommesse sportive potranno concorrere per l’autorizzazione del valore di 7 milioni di euro. È importante ricordare che ogni partecipante potrà ottenere più di una licenza, con un limite massimo di cinque concessioni per ciascuno, secondo le disposizioni della nuova legislazione.

Secondo le proiezioni del Ministero, si prevede che almeno 50 licenze siano messe a disposizione. Questo porterà entrate dirette per lo Stato di almeno 350 milioni di euro. Tuttavia, c’è un aspetto importante da sottolineare che va al di là del fattore economico.

Il bando potrebbe escludere ben 30 aziende di piccole e medie dimensioni che finora hanno operato nel settore del gioco in Italia. Al momento, ci sono 83 società con licenza per offrire servizi di gioco online in Italia, di cui 53 sono italiane e 30 straniere.

Queste aziende gestiscono 460 siti di gioco online, con 360 di essi appartenenti a concessionari italiani. Questa situazione è il risultato delle cosiddette skin (ora abolite), che permettevano una “moltiplicazione” delle licenze su diversi siti di gioco.

Il rischio che il nuovo decreto lasci spazio per l’operazione di siti illegali è reale. Inoltre, c’è il rischio concreto che le piccole e medie imprese nel settore del gioco d’azzardo scompaiano completamente dal territorio. In breve, il decreto potrebbe causare notevoli danni dal punto di vista sociale.

Costo delle licenze online basato sui dati del 2022

Nonostante le restrizioni imposte dal decreto, il mondo del gioco online continua ad espandersi con un passo serrato. Nel 2020, a causa anche dell’impatto del Covid, la spesa in questo settore è cresciuta del 45%, e nel 2021 ha registrato un ulteriore aumento del 40%.

Sorprendentemente, con la fine delle restrizioni, invece di diminuire, il settore è in costante crescita. Nel 2022 la spesa è aumentata ancora dell’5%, raggiungendo la cifra di 3,9 miliardi di euro, portando così nelle casse dello stato un miliardo di introiti. Si prevede che il trend positivo continuerà anche nel 2023, secondo le prime stime ufficiali.

Gli analisti ritengono che le nuove norme imposte non avranno un impatto negativo sull’evoluzione del settore. Anzi, nonostante il rischio di una minore varietà di aziende, si ritiene che queste potrebbero optare per l’ottenimento di più concessioni al fine di acquisire ulteriori asset, considerando anche il potenziale valore futuro delle licenze, che potrebbe raggiungere cifre notevoli.

Per bilanciare le nuove regole sull’online, bisogna tener conto del “fascino” che l’Italia ha all’estero per quanto riguarda il mercato dell‘azzardo online. È importante ricordare che il costo di 7 milioni di euro per concessione online è stato calcolato dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli basandosi sulle compensazioni del 2022, quando il mercato è cresciuto del 13%.

Questa tendenza di crescita si è confermata anche nei successivi due anni, dimostrando la buona salute del mercato. Gli analisti prevedono che questa tendenza si confermerà o addirittura supererà negli anni a venire.

Tuttavia, se da un lato il gioco online sta registrando una crescita significativa, invece il gioco fisico rischia di rimanere indietro dal punto di vista normativo. Durante il suo intervento agli Stati Generali sul tema “Tra proibizionismo e liberismo: il bilanciamento tra diritto alla salute nel riordino del pubblico gioco e il  diritto alla libertà d’iniziativa economica, Mario Lollobrigida, direttore ADM (Agenzia delle dogane e dei monopoli), ha evidenziato questa importante faccenda.

Prima di ogni altra cosa, è imperativo pervenire a un accordo che riguarda il riordino del gioco d’azzardo terrestre tramite un costruttivo dialogo con gli Enti locali. Senza alcuna regola ben definite a livello territoriale e senza un accordo raggiunto al tavolo tecnico presso il ministero dell’Economia e delle finanze, coinvolgendo Regioni e Comuni, non riusciremo a concretizzare le nuove concessioni.

La riforma del settore del gioco terrestre non può più essere rimandata, in quanto il mancata approvazione di una legge specifica rischia di limitare un settore che attualmente fornisce lavoro a oltre 150.000 persone.

Inoltre, le attuali misure giuridiche frammentate pongono un serio rischio per l’industria dell’azzardo. È dunque necessario agire con prontezza e sagacia per evitare conseguenze indesiderate e promuovere una regolamentazione efficace e globale.

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Immagine di Antonio Ginori

Antonio Ginori

Esperto di gambling, con una profonda conoscenza dei giochi casinò, soprattutto slot machine, delle probabilità e delle strategie di gioco. Mi sono dedicato a comprendere come funzionano diverse tipologie di giochi, e mi piace condividere questa conoscenza attraverso consulenze, news, articoli e recensioni.

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