Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica - probabilità di vincita
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Casinò: lavori in corso e riorganizzazione al ministero degli interni

casinò di Montecarlo

Un progetto nato nel 2016, ora siamo nel 2023, nulla di nuovo per i casinò italiani!

Nel giro di poco tempo, doppia presa di posizione da parte di Alfano del ministero degli interni, sui casinò e gioco: al Viminale qualcosa si muove.

La settimana scorsa un’intervista abbastanza lunga al quotidiano Avvenire, con Angelino Alfano, ministro dell’interno, che ha voluto spiegare come il Governo stia studiando un’ipotesi per intervenire nella salvaguardia delle case da gioco terrestri italiane, quindi, rivedere la branca di questo settore di gioco, con la garanzia massima di serietà, particolare attenzione agli equilibri di bilancio e anche di finanziaria trasparenza. 

Altro obiettivo è di togliere le armi alle mafie, che senza alcun scrupolo, sfruttano la dipendenza da gioco. Già dal mese di maggio, un’ulteriore presa di posizione importante da parte del ministro Alfano.

Il titolare del dicastero nella sua presenza all’Arena di Verona, ha anticipato, che si sta lavorando per aggredire, in modo deciso, il gioco d’azzardo svolto ai confini dai casinò terrestri italiani, oltre che il contrastare la ludopatia. Il ministro ha anche dichiarato di aver già dialogato con il ministero dell’Economia, per mettere in atto un progetto particolarmente forte e risolutivo.

Una doppia esternazione che fa capire molto bene sull’attenzione che il ministro degli interni, sta mettendo in atto nel settore del gioco terrestre, con riferimento maggiore ai già presenti casinò sul territorio italiano, oltre per le possibili nuove aperture, con attenzione alla lunghezza burocratica per una riorganizzazione della normativa.

Anche da parte del ministero dell’Economia, come noto, c’è ma medesima attenzione, infatti, Pier Paolo Baretta (sottosegretario), ha reso noto più volte, la reale intenzione di ridisegnare la struttura attuale dei casinò italiani (4), creando una specie di unica “Società Italia”, con forme partecipative agli utili, oltre che organizzative da parte dei proprietari attuali, da concordare e quindi, definire.

In base a quanto appreso da Gioconews, le due vette dei ministeri, hanno già fatto un incontro per proferire della normativa che riguarda i casinò terrestri italiani. A grandi linee, il programma di fondo del ministro degli interni è quello di ricercare le modalità per la valorizzazione degli esistenti casinò, considerati dal dicastero come un grande strumento per il turismo degli ospitanti territori, oltre a essere come protetti luoghi e rischio minore per un patologico gioco, con la massima garanzia di sicurezza e legalità.

In contesto come questo, sebbene già all’interno del 2016 (legge d stabilità), della così detta riduzione del pubblico gioco. Magari anche prevendendo delle nuove aperture di casinò, per fornire delle risposte alle richieste, che ormai da molti anni arrivano da molti territori in Italia.

In evidenza su tutti, l’isola siciliana, che da tempo, rivendica il proprio casinò a Taormina, la cui regionale assemblea, diversi tempo fa, ha approvato il voto a un disegno di legge, per poi essere trasmesso al Governo di cui iter non è mai iniziato, che tuttavia, prevedeva l’apertura di due casinò: uno a Palermo e l’altro nella Perla del mar Jonio. 

Sull’argomento casinò all’interno del territorio siciliano, il ministro degli interni, è stato molte volte positivista, e se realmente ci sarà, degli esistenti casinò, una riorganizzazione, è probabile che il tema che per le aperture nuove, di certo sarà ancora protagonista. 

Le parole del ministro Alfano, in questo contesto, risuonano come una garanzia di attenzione massima da parte del ministero, oltre che ricordare, che le sale da gioco d’azzardo italiane fanno capo proprio al ministero degli interni, e che Giampiero Bocci (sottosegretario) è attribuita la delega che riguarda il monitoraggio dei casinò.

Purtroppo, sulle tempistiche pesano ulteriori incognite. Infatti, eravamo nel 2016, ora siamo al 2023 e nulla è cambiato, nonostante nuovi Governi, nuovi politici e altro. Come sempre le decisioni dei nostri politici sono particolarmente lunghe e di cero le priorità di chi ci governa sono altre, spesso non dei cittadini e dell’aziende.

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