Istituto Milton Friedman: Il ministro Di Maio non criminalizzi il gioco d’azzardo legale

Il vice premier Di Maio, ministro del lavoro, in un post pubblicato su Facebook polemica fortemente quello che lui definisce le “lobby del gioco d’azzardo”. La criminalizzazione delle diverse e tante società che operano nel settore del gioco terrestre e online in modo legale, che nemmeno sono divise e quindi distinti da quelle che operano sul mercato del gioco illecito e quest’attacco non fa altro che dare vigore a mafie e altro poco cristallino.

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Il metodo Di Maio e il modo di comunicare crea confusione e disinformazione verso i giocatori residenti in Italia, oltre che grandi problemi alle società che danno vita al produttivo sistema della penisola. Inoltre, anche il Ministro del lavoro, elencando i numeri del settore, commette un errore, perché parla di questi in modo e non esatto quindi non corrispondono alla realtà del gioco in Italia legale nel 2018.

Infatti, la spesa dei giocatori residenti in Italia è interpretata, da alcuni organi d’informazione, in modo non esatto, a causa della confusione fra somme investite direttamente dai giocatori e quanto derivato dalle vincite in denaro, reinvestite in seguito.

La spesa reale degli utenti, infatti, ammonta a 18,7 miliardi di euro e non erroneamente comunicato e propagandato in un comunicato di ben 107 miliardi di euro dal Ministro del Lavoro.

Una somma molto lontana dal volume reale giocato, perché quest’ultima concerne appunto alla cifra dell’iniziale capitale congiuntamente alla somma vinta e riutilizzata all’interno del settore anche in modo virtuale.

Il 50% della raccolta in denaro arriva dalle videolottery e dalle slot machine, a seguire le lotterie, il gratta & vinci, dal gioco online, dalle scommesse su eventi sportivi sia terrestri sia online, anch’esse in crescita costante. Questo è quello che dichiara Alessandro Bertoldi dell’istituto Milton Friedman (direttore esecutivo). “Il segmento unico del mercato del gioco d’azzardo in esponenziale crescita e quello del settore online, che cresce proprio grazie alle misure adottante dal Governo italiano e in particolare Di Maio, che vuole punire il tradizionale gioco, in modo particolare il segmento delle slot machine, andando cosi a spingere gli appassionati verso siti di casinò online non regolamentati e spesso gestiti dalla criminalità organizzata.

Una pro capite spesa giornaliera dei giocatori italiano verso il settore del gioco d’azzardo che può calcolata come un costo di un caffè. Dichiarare dei numeri gonfiati, equivale molto più che quintuplicare i reali dati, oltre che penalizzare il settore e quindi l’immagine delle società che operano nel campo, già più volte vessate dai più classici luoghi comuni.

In Italia, infatti, il gioco legale, sia online sia terrestre, è di fatto il primario economico contribuente dello Stato Italiano, che offre lavoro a oltre 100mila persone.

Tuttavia, questo importante movimento economico e l’unico settore tassato in modo doppio, sia sulle somme giocate (107 miliardi e quindi non 18,7 di spesa), sia sugli utili delle aziende. E’ quindi necessario fare chiarezza sul gioco d’azzardo istituendo immediatamente un tavolo di discussione presso il Ministero, con gli addetti ai lavori del settore, cosa già richiesta più volte dal settore, come dichiarato da cdn/AGIMEG.

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